Benvenuto nel nostro diario di viaggio

Dall'Italia a Capo Nord in caravan

6 Gennaio 2017

Inizia il rientro

Ci svegliamo con calma, il vento non ha nessuna intenzione di lasciarci tranquilli, ma nonostante questo si deve ripartire.

La nostra direzione è Kolari dove dobbiamo farci rimontare le gomme termiche.

Mentre siamo in viaggio realizziamo che oggi è l’Epifania e che forse anche in Finlandia è un giorno di festa.

Ci appoggiamo allora, come sempre, al nostro team italiano per prendere contatto con il titolare della Kolari Kumi Oy e capire se nonostante la festività siano aperti e riescano a farci il Pit Stop.

Il paesaggio che ci circonda, mentre continuiamo la nostra marcia, è completamente sommerso di neve. Accostiamo un attimo per fare qualche foto e incrociamo sulla strada un ragazzo che sta… pedalando in bicicletta. Incredibile!!

La strada è lunghissima, gli scenari sono da favola ed i colori del tramonto (anche se non sono neppure le 13:00) cominciano ad infuocare il cielo lasciandoci senza parole.

Incrociamo delle renne che attraversano la strada e che si nascondono subito dopo nella vegetazione circostante.

Pur avendo già raggiunto la nostra meta anche il viaggio di ritorno ci sta regalando degli scenari memorabili, colori e scorci sempre meravigliosi.

Ad un certo momento siamo talmente emozionati che accostiamo al bordo della strada per immortalare il nostro “treno” in questo tramonto artico.

Arriviamo a Kolari verso le 15:00 e contattiamo il titolare che nel giro di una decina di minuti fa arrivare nell’officina, chiusa per le feste, due ragazzi che si mettono subito all’opera per il cambio delle gomme.

Il nostro driver è triste di dover lasciare le gomme chiodate che gli hanno fatto affrontare con tranquillità questi territori ghiacciati e per distrarsi, nell’attesa di ripartire, apre il cofano della sua Jeep e da una controllata ai livelli dell’olio che necessita un rabbocco.

Una volta effettuato il cambio gomme riprendiamo il viaggio in cerca di una sistemazione per la notte che riesca a proteggerci dal vento continuo che non ci da tregua.

5 Gennaio 2017

Arrivo a Capo Nord

Il nostro driver, impaziente di macinare gli ultimi chilometri che ci condurranno alla meta, tira giù dal letto tutti, gatte comprese, prima della sveglia.

Dopo una velocissima colazione ci mettiamo in marcia: dobbiamo raggiungere il punto di ritrovo per la partenza del convoglio entro le 11:00.

Dopo molti chilometri nell’entroterra ora la strada corre lungo la costa.

Incontriamo una serie di lunghe gallerie che all’occorrenza possono essere chiuse. Al loro interno le rigide temperature del nord riescono ad alzarsi sopra allo zero termico.

Una di queste gallerie passa addirittura sotto il livello del mare e ce ne accorgiamo per la pressione nelle nostre orecchie che si fa sentire.

Il paesaggio è sempre affascinante e la costa svela degli scorci emozionanti ed improvvisi.

Quando incontriamo il primo cartello che indica il comune di Capo Nord (Nordkapp) non resistiamo alla tentazione di scattare alcune foto.

Il nostro driver si arrampica per stargli ancora più vicino sentendo salire l’emozione per la grande meta in arrivo, poi tutti insieme immortaliamo la nostra prima conquista. Già essere arrivati fino a qui ci fa sentire euforici!!

Proseguendo sulla strada incrociamo lo spazzaneve che poi ci farà da apripista.

Arrivati al punto di ritrovo per la partenza del convoglio ci troviamo in coda con solo poche macchine in un paesaggio completamente sommerso dalla neve, dove la strada si confonde con il territorio circostante.

Il silenzio è surreale e le poche persone che ci sono, nell’attesa della partenza, si fanno la foto ricordo sotto al cartello che indica gli ultimi 13 km.

Arrivato il nostro turno anche noi ci scateniamo a fare foto e ne facciamo una anche insieme a Martina e Novaljia.

Mentre siamo in macchina per ripararci dal freddo pungente e dalle raffiche di vento vediamo arrivare lo spazzaneve che si posiziona davanti alla sbarra.

Il nostro momento sta per arrivare… tremiamo dall’emozione ed un po’ anche dal freddo.

Si accendono le luci, la sbarra di chiusura della strada viene alzata ed il convoglio si mette in movimento.

La strada è subito in salita, il fondo è ghiacciato e ad ogni curva sembra che ci manchi il fiato. Si alternano scenari di pianura a lunghe salite, curve e discese. Tutto intorno è bianchissimo ma con quella la luce “spenta” tipica dell’inverno polare.

In lontananza si vedono gli strapiombi sul mare. Il convoglio ci distanzia quasi subito e si scorgono le sue luci in lontananza nel bianco.

Cerchiamo di fare riprese video e scattare foto ma l’emozione è tale che alla fine preferiamo godercelo dal vivo estasiati.

In questi momenti concitati il nostro driver, durante alcune salite più impegnative in cui il mezzo sembra perdere aderenza, procede addirittura senza accorgersi del mancato inserimento delle quattro ruote motrici. Ce ne renderemo conto solo alla fine di questa avventura riguardando alcune foto. Certo è che le ruote chiodate, avendo più grip sul fondo ghiacciato, ci hanno fatto proseguire senza problemi.

Solo il nostro driver Tiziano poteva fare questo tratto di strada in inverno, andata e ritorno, con una roulotte al seguito utilizzando la sola trazione posteriore!!

Arrivati nello spiazzo del parcheggio cerchiamo di mettere il nostro “treno” in modo da poter fare delle foto che lo facciano risaltare in questo scenario, senza però intralciare le altre macchine.

Sappiamo che qui la luce durerà poco e cerchiamo di scattare foto il più in fretta possibile. Un vento gelato sferza le nostre mani e la faccia ad una velocità intorno ai 50 km/h e con queste temperature è veramente difficoltoso fare qualunque cosa.

Dopo diversi minuti ci rendiamo conto che non siamo ancora andati a vedere la famosa palla di Capo Nord… il tempo scorre tiranno e tra poco riparte il convoglio per tornare giù e non possiamo perderlo!!

Lo spettacolo, una volta attraversato l’edificio centrale, è da mozzare il fiato.

I colori di questa specie di tramonto polare (sono le 13:00 e sembrano le nostre 18:00) sono incantevoli e dovunque ci giriamo veniamo colti dalla frenesia di fermarci ad immortalare quello che vediamo per cercare di rendere indelebili le nostre emozioni.

Il freddo è sempre più pungente accentuato da un vento che non ci da tregua.

Facciamo la foto di rito sotto alla palla tutti insieme.

Ad un certo punto però non ce la facciamo più. Non sentiamo più le dita delle mani e dei piedi… e la faccia, nei punti esposti al vento, è diventata un blocco gelato.

Siamo costretti a tornare all’interno dell’edificio e ne approfittiamo per comprare un paio di souvenir per i nostri amici a casa.

La commessa ci avvisa che il convoglio sta per ripartire e dobbiamo affrettarci!!

Ci sembra che questa visita sia durata solo pochi minuti, invece siamo stati qui quasi un’ora.

Il vento comincia a preoccuparci ed il viaggio di ritorno viene fatto in completo silenzio per lasciare al nostro driver la massima concentrazione necessaria per il controllo del mezzo e della roulotte.

Questo vento nordico ci accompagna per parecchia strada, non solo fino alla sbarra di partenza ma per tutto il tratto che costeggia la costa fino anche alle zone di collina non protette dagli alberi.

Le raffiche di vento laterali, in combinazione con il fondo ghiacciato, sono molto pericolose perché potremmo perdere aderenza e sbandare. Decidiamo quindi di proseguire molto lentamente anche perché, visto che siamo nel nulla più assoluto, non potremmo fermarci per aspettare che il vento si attenui.

Alla fine abbiamo trovato riparo in una delle prime cittadine incontrate dove ci siamo posizionati a dormire a fianco di un centro commerciale che ci ha protetti dalle raffiche di vento.

4 Gennaio 2017

Per non farsi mancare proprio niente…

Al nostro risveglio il primo pensiero è quello di cercare di capire le motivazioni dello spegnimento improvviso del riscaldatore.

Mentre Silvia fa una serie di foto del paesaggio che ci circonda…

… il nostro Tiziano – Mac Gyver indossa la sua tuta nera e si butta subito sotto alla roulotte, nonostante la temperatura sia intorno ai -25°.

Vuole cercare di capire se l’anomalia deriva da qualche ostruzione nel tubo di scarico o aspirazione dell’apparecchio che, condensando, potrebbe essersi ghiacciato.

Entrambe le tubazioni risultano però libere. Le sue ricerche quindi proseguono sull’impianto dell’alimentazione a gasolio.

Da questo controllo riscontra che l’impianto ha un’ostruzione probabilmente causata dal gasolio che ha ghiacciato.

Decidiamo a questo punto di trovare un posto più confortevole dove poter intervenire e su suggerimento del personale del campeggio ci dirigiamo in centro ad Alta alla ricerca di un luogo abbastanza grande e riscaldato.

Dopo lunghe ricerche riusciamo ad essere ospitati all’interno di un grande autolavaggio dove entriamo con auto e roulotte al seguito.

Riusciamo a riportare la temperatura della roulotte sopra allo zero e lentamente ci scongeliamo.

Il riscaldatore torna a funzionare correttamente e provvediamo a modificare e coibentare ancora meglio l’impianto onde evitare futuri nuovi congelamenti. Come sempre il nostro Tiziano indossa i panni di Mac Gyver e si mette al lavoro.

Dopo aver perso una giornata intera per rimettere a pieno regime la roulotte e i suoi impianti ci dirigiamo sempre più a Nord… la meta si avvicina.

Comincia a nevicare abbondantemente e la neve si accumula con rapidità coprendo ogni cosa. Per fortuna gli spazzaneve passano in continuazione e le strade sono percorribili anche grazie alle nostre nuove gomme chiodate.

Durante il percorso, all’improvviso, torna a farci compagnia l’aurora con i suoi colori incantati. Riusciamo a trovare uno slargo nel deserto di neve e ghiaccio che ci circonda e ci fermiamo con l’intento di godere di questo spettacolo di luce sopra alle nostre teste.

Immortalarlo è decisamente difficile. Il vento gelato sferza con delle raffiche micidiali e le nostre dita si congelano rapidamente nonostante gli strati di guanti.

Quando tutto è finito riusciamo a capire ancora meglio il senso delle parole che ci aveva mandato in un messaggio il nostro follower Davide Congia:

La Dama e’ imprevedibile, un po’ capricciosa, ma quando danza nei cieli ti lascia a bocca aperta”

Tiriamo avanti il più possibile con l’animo rincuorato da questo spettacolo e ci fermiamo a dormire in un campeggio sulla strada.

Pur essendo immerso nella neve, ed aperto solo in estate, ha una parte dedicata ad affittacamere. Riusciamo quindi, grazie alla gentilezza e dalla disponibilità delle persone che ci accolgono, a trovare uno spiazzo per parcheggiare la nostra roulotte ed attaccarci alla corrente.

Appena sistemati ci accorgiamo che la “Dama” è venuta a darci la buona notte danzando sopra alla nostra roulotte.

Ci addormentiamo col pensiero che ormai ci manca veramente poco alla meta!!!

3 Gennaio 2017

Pit Stop

Il risveglio è come sempre anticipato dalle gatte che attirano la nostra attenzione giocando a rincorrersi e a farsi dispetti per tutta la roulotte.

Le temperature sempre più rigide si cominciano a far sentire, non tanto all’interno della roulotte dove il confort è garantito dal riscaldatore Eberspächer, ma su alcune guarnizioni delle finestre dove la condensa ghiaccia.

I segni del viaggio si cominciano a vedere sul viso del nostro “driver” che non ha neanche il tempo di farsi la barba perché deve cercare di percorrere le strade, fino a quando sono in buono stato, nel minor tempo possibile. Non sappiamo quello che troveremo andando sempre più Nord.

Ci concediamo una colazione salutare e poi ci rimettiamo in movimento.

Mentre noi donne sistemiamo l’interno della roulotte e prepariamo l’attrezzatura per la giornata, Tiziano si occupa di liberare la roulotte dalla neve accumulata durante la notte.

Il paesaggio che ci circonda è suggestivo nei suoi colori sempre bui nonostante siano già le 9.30 del mattino. Tutti gli oggetti intorno a noi sono ricoperti dalla neve: la strada e la natura circostante sono un tutt’uno.

Per questa sosta notturna abbiamo scelto un’area a parcheggio vicino ad un benzinaio di un piccolo paese.

Durante un rifornimento di gasolio abbiamo la possibilità di osservare con un po’ di attenzione il territorio che ci circonda e veniamo colpiti come sempre da questa immensità di neve ovunque.

Il retro della nostra roulotte ormai è sommerso dalla neve che ricopre tutti i nostri adesivi.

Anche i cartelli stradali sono in linea con questo territorio nordico.

Procediamo su queste strade innevate con andatura prudente ma più volte incrociamo camion che sfrecciano a velocità impressionanti

Contornati da un paesaggio ovattato e sempre più bianco arriviamo al confine della Finlandia dove attraversiamo un ponte su un fiume ora completamente ghiacciato.

Visto il peggiorare delle condizioni del manto stradale e soprattutto non avendo nessuna certezza su come saranno le strade norvegesi, durante un rifornimento di gasolio nel paese di Kolarin, chiediamo nuovamente indicazioni per il cambio delle nostre gomme e veniamo accompagnati gentilmente all’officina Kolarin Kumi Oy.

Dopo aver spiegato il nostro obbiettivo riusciamo a trovare un buon compromesso: ci facciamo montare le gomme chiodate per macchina e roulotte lasciando lì in deposito le nostre gomme termiche.

Il team della Kolarin Kumi Oy si è comportato con noi con grande professionalità ed efficienza.

Ora che abbiamo le gomme chiodate sicuramente si viaggia in maniera diversa: il nostro driver nota subito che c’è maggiore tenuta di strada e può quindi essere più rilassato alla guida.

Nell’attesa del cambio gomme, Tiziano nota nell’officina la presenza del marchio Best Grip, azienda di Bergamo che fornisce chiodi per gomme e scarpe con la quale aveva preso contatto qualora avesse reperito le gomme chiodabili in Italia.

Carichiamo nuovamente in macchina Martina e Novaljia, che nel frattempo si sono svagate e rifocillate in roulotte, e ripartiamo con destinazione Alta.

Nel tragitto ci scontriamo con le prime vere temperature rigide. La macchina rileva addirittura i -33°!!

Durante il viaggio chiediamo supporto al nostro team dall’Italia (Yumi, Davide, Mareika e Mattia) che tempestivamente prende contatto con l’unico campeggio ad Alta che risulta aperto, chiedendo alla recepton di aspettare il nostro arrivo in tarda serata.

Quasi in prossimità di Alta scorgiamo nel buio del cielo un bagliore. Cerchiamo uno spiazzo dove fermarci ad osservare e rimaniamo incantati dalla visione della nostra prima aurora.

Arrivati in campeggio ancora pieni di emozione scopriamo però purtroppo che il riscaldatore Eberspächer ha smesso di funzionare!!

Proviamo più volte a farlo ripartire ma senza riuscirci perché va in blocco. Cerchiamo di non farci prendere dallo sconforto, per fortuna siamo in un campeggio ed abbiamo l’uso della corrente. Mettiamo in funzione sia la stufa Truma a gas che l’Ultraheat elettrico e nonostante il gelo esterno riusciamo ad avere in roulotte temperature assolutamente confortevoli.

Dopo una piacevole doccia calda rigenerante ci addormentiamo stremati.

2 Gennaio 2017

Da Sundsvall al Circolo Polare Artico

La sveglia “suona” alle 7:00 con Martina e Novaljia che cominciano a richiamare la nostra attenzione saltando sui letti e giocando a rincorrersi.

La notte di sonno ci ha rigenerati e siamo riusciti a ricaricare le energie anche della roulotte senza l’uso del generatore, perché nell’area di sosta dove ci siamo fermati per la notte siamo riusciti a trovare un attacco per la corrente.

Dopo una colazione veloce, ed una serie di fotografie al panorama che ci circonda, ci rimettiamo in marcia verso il Nord. Il sole sta appena spuntando all’orizzonte e sono le 9:00 del mattino.

La città di Sundsvall sembra quasi fuori luogo in questi territori incontaminati ed immersi nella natura. Le sue industrie con i camini che mandano vapore si stagliano nel cielo con i colori appena accennati dell’alba… anche se sono quasi le 10:00.

Appena passata la città il paesaggio torna ad essere quello solito, contraddistinto dalle tipiche case svedesi dai colori accesi ed i tetti spioventi.

All’improvviso all’orizzonte si staglia la sagoma di un ponte che attraversa quella che doveva essere una distesa d’acqua, ma che al nostro passaggio è completamente ghiacciata. Lo spettacolo è davvero suggestivo e cerchiamo di immortalarlo al meglio con foto e video.

Durante il viaggio abbiamo cercato in più occasioni di capire, con le persone del luogo, come fare per cambiare le nostre gomme termiche e mettere quelle chiodate. Ci è stato detto che a loro avviso non era necessario e che sarebbero bastate le nostre gomme termiche perchè avevano un battistrada in ottimo stato. Certo sono nuove!!

Abbiamo proseguito macinando chilometri e alle 14:00 ci siamo fermati in un’area di sosta ai lati della strada per mangiare un boccone prima che diventasse buio.

Continuiamo la nostra marcia verso il Nord. Il paesaggio ci regala degli scorci mozzafiato. La cosa che ci colpisce maggiormente è l’essere consapevoli della presenza di tanta acqua intorno a noi che però, viste le temperature rigide, si è trasformata in un’immensità di ghiaccio.

Verso sera comincia a nevicare abbondantemente, proseguiamo per svariati chilometri e poi ci fermiamo all’ennesimo distributore di benzina per fare rifornimento e mangiare un boccone.

Quando saliamo in roulotte ci rendiamo conto che la neve è arrivata persino dentro nella stufa Truma. Tiziano prontamente toglie il coperchio e cerca di pulire.

Quanto è accaduto dipende dal fatto che, con queste temperature così al di sotto dello zero, la neve non si attacca al fondo stradale ma resta volatile ed al passaggio dei mezzi crea una turbolenza che la fa entrare nel buco del bruciatore della stufa.

Per ulteriore sicurezza Tiziano decide di fare un “pronto intervento” e, dopo essersi messo la sua tuta nera invernale, si sdraia sotto alla roulotte per sigillare il foro di passaggio della stufa che tanto non dobbiamo utilizzare.

Riprendiamo il nostro viaggio rifocillati a dovere, ci aspettano tanti chilometri e non possiamo fermarci!

Il paesaggio al buio è molto suggestivo e i fari illuminano i fiocchi di neve che continuano a scendere. All’improvviso in lontananza vediamo delle renne al centro della strada e lentamente le avviciniamo, ci fermiamo e cerchiamo di fotografarle.

E’ una grande emozione che ci fa sorridere e sentire meno la stanchezza di questo viaggio decisamente impegnativo.

Verso le due di notte decidiamo di fermarci per dormire in una zona tranquilla ormai all’interno del Circolo Polare Artico, contornati da una nevicata che non accenna a voler smettere.

1 Gennaio 2017

Da Malmo a Sundsvall

Ci svegliamo al mattino rigenerati da una bella dormita e dopo la colazione ci si rimette in viaggio. La prima sosta che facciamo è per il rifornimento del gasolio: la macchina beve come una spugna. Ricordando il viaggio del 2010 Tiziano nota che la roulotte si fa sentire di più rispetto alla Knaus Sundwind FD400.

Un elemento positivo che si può trovare in tutte le stazioni di servizio è il Serviceplats: un’area dedicata al rifornimento di acqua, attrezzatura per pulire i vetri e gonfiaggio gomme.

In queste strade e con così poca luce a disposizione durante il viaggio, è fondamentale avere il vetro sempre ben pulito. Considerando che la temperatura esterna si aggira spesso sotto allo zero in questo periodo dell’anno non bisogna mai dimenticare il liquido antigelo per il parabrezza e tenere controllato il suo livello per non rimanerne sprovvisti.

La nostra sosta successiva è in un’area attrezzata ai lati della E4 dove ci sgranchiamo un po’ le gambe, Silvia scatta un po’ di foto e tutti ne approfittiamo per andare in bagno. Le aree di sosta svedesi sono tutte dotate di servizi igienici puliti e riscaldati. Spesso e volentieri si trovano anche aree picnic con tavolini immersi nella natura e parchi giochi per i bambini.

La strada è scorrevole ed il paesaggio, pur non essendo innevato, è suggestivo con i suoi colori e laghi ghiacciati.

Cerchiamo di approfittare della luce e temporeggiamo la pausa pranzo fino alle 14 quando ci fermiamo ad un Burger King sulla strada

Lungo la strada vediamo da lontano la sfera di Nordkapp che ci appare come in un miraggio. Deviamo il nostro percorso per andare a capire di che cosa si tratta e scopriamo che è una “bufala”: si tratta solo della pubblicità di un vicino campo da golf. Ritorniamo sulla nostra strada sorridendo per l’accaduto.

La luce va via presto e alle quattro è già buio pesto.

Verso le 18 viene a farci compagnia la neve con fiocchi impressionanti che cerchiamo di immortalare con foto e video.

Alle 19, quando ci fermiamo al rifornimento del gasolio, questo è lo scenario che ci avvolge….

Tiziano, come sempre, fa il giro di controllo di macchina e roulotte che purtroppo si sporcano facilmente con il sale che si tira su da terra. Pulisce scrupolosamente vetri e luci in modo da essere sempre ben visibile durante il viaggio.

Visto che a pranzo avevamo mangiato ad un Burger King ci sembrava brutto non fermarci a cena da Mc Donald. Qui ce ne sono molti, nel primo tratto della Svezia, quasi ad ogni distributore di benzina.

Con la roulotte parcheggiata ben in vista ci siamo fermati per una pausa rigenerante ed abbiamo lasciato la firma del nostro passaggio sui tavolini esterni ricoperti di neve.

Dopo cena procediamo ancora per un paio d’ore e ci fermiamo per la notte in un’area di sosta lungo la strada ad una trentina di chilometri da Sundsvall.

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