Da Sundsvall al Circolo Polare Artico

La sveglia “suona” alle 7:00 con Martina e Novaljia che cominciano a richiamare la nostra attenzione saltando sui letti e giocando a rincorrersi.

La notte di sonno ci ha rigenerati e siamo riusciti a ricaricare le energie anche della roulotte senza l’uso del generatore, perché nell’area di sosta dove ci siamo fermati per la notte siamo riusciti a trovare un attacco per la corrente.

Dopo una colazione veloce, ed una serie di fotografie al panorama che ci circonda, ci rimettiamo in marcia verso il Nord. Il sole sta appena spuntando all’orizzonte e sono le 9:00 del mattino.

La città di Sundsvall sembra quasi fuori luogo in questi territori incontaminati ed immersi nella natura. Le sue industrie con i camini che mandano vapore si stagliano nel cielo con i colori appena accennati dell’alba… anche se sono quasi le 10:00.

Appena passata la città il paesaggio torna ad essere quello solito, contraddistinto dalle tipiche case svedesi dai colori accesi ed i tetti spioventi.

All’improvviso all’orizzonte si staglia la sagoma di un ponte che attraversa quella che doveva essere una distesa d’acqua, ma che al nostro passaggio è completamente ghiacciata. Lo spettacolo è davvero suggestivo e cerchiamo di immortalarlo al meglio con foto e video.

Durante il viaggio abbiamo cercato in più occasioni di capire, con le persone del luogo, come fare per cambiare le nostre gomme termiche e mettere quelle chiodate. Ci è stato detto che a loro avviso non era necessario e che sarebbero bastate le nostre gomme termiche perchè avevano un battistrada in ottimo stato. Certo sono nuove!!

Abbiamo proseguito macinando chilometri e alle 14:00 ci siamo fermati in un’area di sosta ai lati della strada per mangiare un boccone prima che diventasse buio.

Continuiamo la nostra marcia verso il Nord. Il paesaggio ci regala degli scorci mozzafiato. La cosa che ci colpisce maggiormente è l’essere consapevoli della presenza di tanta acqua intorno a noi che però, viste le temperature rigide, si è trasformata in un’immensità di ghiaccio.

Verso sera comincia a nevicare abbondantemente, proseguiamo per svariati chilometri e poi ci fermiamo all’ennesimo distributore di benzina per fare rifornimento e mangiare un boccone.

Quando saliamo in roulotte ci rendiamo conto che la neve è arrivata persino dentro nella stufa Truma. Tiziano prontamente toglie il coperchio e cerca di pulire.

Quanto è accaduto dipende dal fatto che, con queste temperature così al di sotto dello zero, la neve non si attacca al fondo stradale ma resta volatile ed al passaggio dei mezzi crea una turbolenza che la fa entrare nel buco del bruciatore della stufa.

Per ulteriore sicurezza Tiziano decide di fare un “pronto intervento” e, dopo essersi messo la sua tuta nera invernale, si sdraia sotto alla roulotte per sigillare il foro di passaggio della stufa che tanto non dobbiamo utilizzare.

Riprendiamo il nostro viaggio rifocillati a dovere, ci aspettano tanti chilometri e non possiamo fermarci!

Il paesaggio al buio è molto suggestivo e i fari illuminano i fiocchi di neve che continuano a scendere. All’improvviso in lontananza vediamo delle renne al centro della strada e lentamente le avviciniamo, ci fermiamo e cerchiamo di fotografarle.

E’ una grande emozione che ci fa sorridere e sentire meno la stanchezza di questo viaggio decisamente impegnativo.

Verso le due di notte decidiamo di fermarci per dormire in una zona tranquilla ormai all’interno del Circolo Polare Artico, contornati da una nevicata che non accenna a voler smettere.

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